ALLA SCOPERTA DEL PRIMO CHAKRA: MULADHARA

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Iniziamo a conoscere meglio i chakra partendo dalle basi e cioè dal primo, anche chiamato: chakra “della radice”.

La sua sede fisica è nella parte finale della spina dorsale, nel perineo, tra ano e genitali, si presenta come una sfera di colore rosso e rappresenta il radicamento alla terra. Questo chakra è strettamente collegato ai nostri arti inferiori che ci sostengono, ci mettono in contatto con la madre terra e ci permettono di innalzarci verso l’alto.

Le qualità che ci regala sono: la stabilità, la forza, il potere e equilibrio, non a caso alcune asana (posizioni yoga) che lo vanno a stimolare sono tutti i guerrieri.

Guerriero 1 (Virabhadrasana 1)

Guerriero 2 (Virabhadrasana 2)


Cos’è “il guerriero” nello yoga

Il guerriero yogico è un guerriero di luce, forte e stabile nelle sue radici, lungimirante con lo sguardo all’orizzonte o in alto, pronto ad affrontare le tempeste della vita con calma e consapevolezza.

Quanta poesia e saggezza in questa meravigliosa figura!

Attraverso i piedi e le dita, intese idealmente come radici, siamo piantati nella madre terra che ci ha generati e ci abbraccia con il suo tocco, in questo modo ci sentiamo stabili come il tronco di un albero.

Dal punto vita in su, invece, possiamo elevarci come le fronde di un albero ed essere flessibili agli avvenimenti, piegarci alle avversità senza perdere il nostro centro.

L’albero (Vrkasana)

Le nostri origini o radici possono rappresentare anche i legami con la famiglia e con la realtà che ci circonda e uno squilibrio o blocco di questo chakra porta a sentirsi stanchi, demotivati, confusi e soli.

Il primo chakra è anche la sede di Kundalini

Rappresentato dalla Dea serpente che dorme attorcigliata su se stessa è l’energia consapevole che ognuno di noi ha e che aspetta solo di essere risvegliata.

Nello yoga infatti si pensa che l’energia non liberata rimanga intrappolata e non possa così fluire liberamente verso l’alto per raggiungere uno stato di coscienza superiore.

Ma come attivare e risvegliare Mulhadara?

Oltre a praticare yoga e le specifiche asana, è possibile prendere contatto con il chakra della radice anche solo mettendo in movimento il corpo, praticando sport, facendo passeggiate. Un altro modo è immergersi nella natura, apprezzarne la bellezza e la potenza, godere della sua energia e sentirci parte di un unico universo.

Se volete provare a fare una posizione yoga adatta a tutti potete costruire la vostra montagna con Tadasana, vi racconto come fare.

Mettetevi in posizione eretta con i piedi larghi quanto le vostre anche, la schiena dritta con una leggera retroversione del bacino, l’ombelico in dentro, le spalle rilassate, il mento parallelo al suolo, spingete i piedi e le dita per terra mentre vi allungate verso l’alto dalla punta della testa.

Le braccia sono tese e rilassate lungo il corpo.
Chiudete gli occhi e sollevando lo sguardo al punto tra le sopracciglia potrete sperimentare una piccola meditazione sentendovi coma una montagna.
Inamovibile.
Qui siete dentro di voi, al sicuro, fermi nel vostro centro e potete provare ad osservare le cose da un’altra prospettiva, proprio come dalla cima di una montagna.
Inspirate ed espirate profondamente concentrandovi sul suono del respiro.
Quando avete voglia e vi sentite pronte aprite gli occhi e provate a riportare le sensazioni provate in Tadasana anche nella vita di tutti i giorni.
Ripeterlo di frequente vi aiuterà a sentirvi forti come una montagna!

Vi confido che trovo grandi difficoltà con questo chakra e con le asana specifiche ma sto lavorando duramente, praticando yoga, per riscoprire le sue qualità e riappropriarmene.
Posso dirvi che da quando pratico – da circa 6 mesi in modo regolare e con grande passione – sto trovando molta più forza ed equilibrio dentro di me, fondamentale nella vita i tutti i giorni, soprattutto con due bambini piccoli!

Molte mamme tra di voi capiranno sicuramente cosa intendo.

Con grande affetto,

Camilla

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