DIVENTARE MAMMA – PARTE 1

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Era tempo che avevo intenzione di scrivere della mia maternità e per molti risulta strano il fatto che io non dedichi parte del blog ad argomenti che riguardino i bambini.

Proverò così a rispondere ad alcune domande e a raccontarmi.

Fin da ragazzina ho idealizzato il momento in cui sarei diventa mamma, ho sempre guardato con ammirazione le donne incinte e sognato di poter stringere tra le braccia un cucciolo tutto mio. Ero convinta del fatto di essere nata pronta!

Ma cosa vuol dire davvero diventare mamma?

Ho capito poi che non basta comprare vestitini, arredare camerette e avere il sorriso stampato. Diventare mamma è stato un viaggio dentro me stessa che mi ha ricondotta alla parte più piccola e fragile.

Quando nasce un bambino nasce anche una mamma.

Quando diventi mamma in un certo senso non sei più figlia e questo è un passaggio doloroso che non può passare inosservato. I nostri genitori rimarranno sempre tali, per tutta la vita, ma quando diventi mamma sei parte di un nuovo nucleo e si apre una pagina importante della tua vita. Allora inizi a capire la tua di mamma, a comprenderne le preoccupazioni e a giustificare le mancanze o gli errori. Sperimenti la stanchezza, il senso di inadeguatezza, il bisogno di affetto, la disperazione ma anche la felicità, la tenerezza e la cura. Non posso dimenticare gli occhi di Olimpia mentre l’allattavo, uno sguardo che mi ha attraversata e mi ha fatto sentire persa.

Diventare mamma ha significato stravolgere completamente le mie certezza perché ciò che leggevo nei libri di puericultura regolarmente non si verificava, ha significato imparare a perdere il controllo sulle cose perché non esistevano più riferimenti temporali, ha significato fare i conti con le paure e con la solitudine.

Condivido con voi queste emozioni così intime perché sono sempre dell’idea che la condivisione sia la strada della crescita e che se queste parole arriveranno a toccare il cuore di qualcuno allora sarà valsa la pena di averle scritte.

Durante le difficoltà vissute con Olimpia abbiamo deciso di avere Tommaso, presi dall’ingenuità di credere che le fatiche potessero sommarsi e durare meno anni. Non mi sognerei mai di rinnegare questa scelta ma oggi ne conosco tutta la sua complessità.

Tommaso aveva fretta di venire al mondo con un parto in anticipo di 2 settimane durato solo 3 ore. Quel biondino si è saputo fare spazio e ci ha messo in riga da subito con un grave reflusso durato fino allo svezzamento. Senza entrare nel merito dei dettagli diciamo che il sonno e il cibo non sono stati i nostri migliori amici e dopo 3 anni di assenza di sonno, solo ora riesco a recuperare un po’ di lucidità.

Ragazze, so che non era l’articolo che vi aspettavate ma questa è la verità e le mie amiche la conoscono bene.

In tutto questo c’è la coppia ma forse è meglio dedicare un altro capitolo all’argomento altrimenti rischierei di riscrivere la Divina Commedia.

Posso dire che i primi 3 anni di maternità sono stati a dir poco faticosi ma poi i bambini sono cresciuti un po’, io ho iniziato a dormire di più e allora ho avuto la forza di guardare le cose da un’altra prospettiva.

Nel prossimo post vi racconterò che cosa è cambiato e come nel mio rapporto con i bambini e con mio marito Luca.

 

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