I VANTAGGI E I LIMITI DELLA PSICOTERAPIA TRADIZIONALE

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C’è stato un momento nella mia vita in cui ho capito che volevo essere felice, lo volevo fortemente e con tutta me stessa, solo che non sapevo assolutamente da dove si potesse iniziare a cercarla questa felicità.

Così è iniziata la mia ricerca fatta di libri, di persone, di viaggi e diari.

Un tassello fondamentale di questo percorso che, badate bene, è tutt’altro che terminato, è sicuramente occupato dalla Psicoterapia.

Oggi non spaventa più l’idea di andare da uno psicologo ed è una fortuna che la mentalità stia iniziando a cambiare, ma quando ho iniziato io a farlo – circa 15 anni fa – ancora destavo stupore e preoccupazione nelle persone con cui ne parlavo.

Ho conosciuto diverse figure non trovando mai feeling e non riscontrando mai un vero beneficio, sono passata attraverso una persona molto dannosa che ha tentato  di plagiarmi e poi ho finalmente trovato una dottoressa  seria e competente con la quale ho “lavorato” per quasi 5 anni.

Il lavoro abbiamo fatto insieme era di orientamento Rogersiano, in cui il terapeuta ascolta ed entra in empatia con il paziente astenendosi da giudizi. Parlando delle proprie problematiche si riesce ad avere una visuale più chiara su sé stessi e sui propri problemi, si esorcizzano le paure, si comprendono le dinamiche che governano la nostra vita e il rapporto con gli altri. Tutto questo comporta impegno e coraggio per guardarsi dentro e mettersi in discussione, molta sofferenza e momenti di forte delusione ma anche una maggiore serenità interiore e facilità di affrontare le difficoltà future.

Una volta indossati gli occhiali per mettere a fuoco ciò che prima era invisibile o molto confuso il compito dell’analisi è finito. E questo è un bel guaio perché convivere con le rabbie,  i rancori, le insicurezze e i traumi non è semplice e soprattutto non ci renderà mai felici!

Questo per me è il grande limite della Psicoterapia tradizionale, ritrovarsi come un criceto sulla ruota, consapevoli di ciò che ci ha portato in quella spirale infinita, arrabbiati e delusi da chi ci ha spinto dentro o non ci ha salvati, ma incapaci di uscirne.

A questo punto bisogna avere la consapevolezza e l’amor proprio per sottrarsi a questo meccanismo senza via d’uscita e battere altre strade.

Lo yoga è arrivato nella mia vita proprio a questo punto come una folgorazione meravigliosa che ha portato con sé non solo l’inizio della pratica ma l’incontro con persone speciali e  la mia vita ha iniziato a colorarsi con nuove sfumature di colore.

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