LA MIA PERSONALISSIMA DEVOZIONE

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Questo post esula dalla bellezza esteriore dei cosmetici e del makeup, e vuole andare a descrivere una parte di me molto vera e molto profonda che ha a che fare con la bellezza interiore.

Quando si parla di devozione ci si mette subito in difesa, sembra una parola legata ad una religiosità gretta e integralista oppure all’invasamento da sette e movimenti strani.

La mia personale visione della devozione è recente, anzi recentissima.

Beh c’è da dire che la mia ricerca spirituale non inizia oggi e neanche un anno fa con lo yoga, anche se lo yoga avrà un ruolo determinante in tutto questo.

La mia ricerca inizia a scuola, quando ascoltavo con attenzione e interesse l’ora di religione, considerata dai miei amici quasi un’ora di buco. E’ continuata con i libri, con la preparazione alla Cresima che poi ho deciso di non fare, con il volontariato in Italia e all’estero, con il cammino di Santiago.

Dentro di me è sempre stata accesa la speranza di potermi convincere di una qualche versione di Dio. Ma puntualmente sono rimasta delusa o insoddisfatta.

Non ho mai smesso di credere che esistesse un’Energia superiore, ma faticavo a dargli un’identità o una direzione.

Mi veniva detto che scegliere di avere una mia personale spiritualità fosse una scelta di comodo e forse per un certo tempo me ne sono convinta anche io.

Cosi finalmente è arrivato lo yoga nella mia vita e finalmente ho trovato la libertà che cercavo, necessaria per il mio personale rapporto con Dio.

Ho imparato che ognuno di noi è parte di questa energia, ho imparato che non esiste una sola strada per connettersi, che non c’è giudizio e non c’è colpa.

Ho capito che cercare con la testa significava essere cieca.

Come dice Lorenzo in una delle sue meravigliose canzoni: “un cartello di 6 metri dice: Tutto è intorno a te, ma ti guardi intorno e invece non c’è niente!”.

Così continuavo a vagare guidata dalla ragione e dalla logica.

Lo yoga mi ha insegnato ad entrare in contatto con una parte di me che non conoscevo, una parte profondissima e sorprendente di apertura.

Praticando ho iniziato ad esplorare questa zona e a guardare il mondo con occhi diversi.

Arriviamo alla devozione!

Ho capito che la gratitudine era un sentimento assente nella mia vita e questa assenza assomigliava ad un manto ombroso sulle cose, ho cercato di coltivarla dentro di me, partendo dalle piccole cose di cui sentirmi fortunata e il colore del cielo al mattino è diventato più azzurro.

Così questo “grazie” che rivolgo ogni giorno a me stessa, alla mia famiglia di origine, a mio marito e ai miei figli, diventa un grazie a Dio.

Il senso di devozione che sento nel cuore è una fiammella che intendo alimentare con la fiducia e il mio personale rapporto con Dio diventa parte della giornata e sorgente di energia.

La mia devozione è credere che tutto abbia un senso, è accettare che le sfide della vita non siano altro che delle opportunità di crescita, è apprezzare ciò che c’è, è vivere il momento ma anche abbandonarsi al cambiamento, è dare valore alle cose importanti, è amare le anime meravigliose che abbiamo scelto di avere accanto in questo cammino, è perdonare sé stessi e gli altri, è trasformare il dolore in gioia e riservarmi un momento ogni giorno per fermarmi e ritrovare il centro.

Non ho certo la presunzione di dispensare verità, la mia scoperta mi ha riservato un bel bagno di umiltà e sono qui solo a raccontarla.

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