Le Costellazioni Familiari e le nuove frontiere della psicologia moderna

Posted on

“La felicità fa paura” ha detto una volta Bert Hellinger e io per anni ne ho avuta di paura o meglio ho semplicemente creduto che non fosse qualcosa per me.

 Eppure, sentivo una spinta molto forte ad andare dentro, a scavare, in cerca di qualcosa non ben identificato e chissà che non fosse proprio la felicità che mi spaventava tanto.

In tutte le mie innumerevoli ricerche dentro e fuori di me ho incontrato ad un certo punto, circa un anno fa, una persona molto importante per la mia crescita, la Dott.ssa Silvia Vannozzi, e con lei le Costellazioni Familiari.

Pur essendo un’appassionata di Psicologia non ne avevo mai sentito parlare e mi sono subito incuriosita.

Le prime teorie metodologiche sulle Costellazioni nascono negli anni 80 in Germania con lo Psicologo Bert Hellinger.

Hellinger pose la sua attenzione sulle dinamiche familiari e decise di sperimentare una nuova forma di indagine basata sulla rappresentazione e messa in scena della dinamica da esaminare mediante oggetti o persone.

Riprodotta da rappresentanti, che ricreano le relazioni esistenti tra i componenti di una famiglia o di un gruppo, questa ”messa in scena” va ad evidenziare le dinamiche inconsce che causano sofferenza in molti aspetti della vita di ciascuno. Hellinger sostiene, infatti, che la vita di ognuno sia condizionata da destini e sentimenti che non sono veramente propri e personali ma che incidano fortemente nel presente e nell’andamento delle scelte di vita, portando spesso a forti sofferenze, problemi lavorativi, relazionali e di salute.

Tutto questo può trovare una spiegazione a livello familiare e sistemico e può essere portato alla luce attraverso il processo delle Costellazioni Familiari.

Mi rendo conto che possano sembrare concetti molto astratti e quasi fantasiosi ma fortunatamente la scienza sta proseguendo nella ricerca di forme diverse di energia e la fisica quantistica ne è un esempio tangibile.

Per capire cosa accade durante una costellazione è necessario parlare di campo morfogenetico e dello studioso che lo ha scoperto, il biologo brittanico Rupert Sheldrake.

Partendo dallo studio degli stormi di uccelli, della formazione dei cristalli, fino alle molecole proteiche del corpo umano, Sheldrake individuò la presenza di una forza invisibile che chiama “campo morfico” presente nel sistema ma non identificata con uno dei suoi componenti, responsabile dell’organizzazione, della struttura e della forma del sistema, che avrebbe una sua memoria, determinata dal contributo di ciascun membro.

La teoria delle Costellazioni Familiari si basa sul fatto che i campi morfici siano collegati all’inconscio individuale e che ciascuno di noi sia collegato al campo morfico del pianeta, della specie umana, della popolazione territoriale, della propria identità nazionale, fino al campo morfico della propria famiglia di origine.

Questi campi si sono creati nel corso degli anni (e dei secoli) in seguito agli eventi che sono capitati ai nostri antenati e in base alle loro scelte di vita; allo stesso modo possono aver determinato a loro volta alcuni passaggi della nostra storia familiare e continuare a incidere nella nostra vita personale, in un circolo vizioso che solo la consapevolezza può spezzare.

La persona su cui si lavora in Costellazione, mettendosi al centro dell’attenzione del gruppo, apre il suo campo morfogenetico all’interpretazione delle persone che agiscono come rappresentanti. Questi ultimi percepiscono in modo sottile le informazioni stratificate nell’inconscio familiare: agiscono spontaneamente, ma sono mossi dalle istruzioni presenti nel campo morfogenetico, che realmente e concretamente “dà forma” a una rappresentazione.

Questo spiega il motivo per cui i rappresentanti di una costellazione, estranei rispetto alla persona su cui si sta lavorando, si muovano in maniera apparentemente casuale o dicano delle frasi che risuonano immediatamente chiare e precise alla persona che sta costellando. Questa presa di coscienza risveglia l’inconscio e porta in superficie messaggi nascosti che si rivelano agli occhi di chi sta costellando e lo aiutano a capire maggiormente il motivo di alcune cose che gli accadono e le modalità per poterle risolvere.

Ho provato a spiegarvi a parole ciò che so e ciò che ho vissuto in prima persona ma per comprendere a fondo ciò che succede durante una costellazione bisogna viverlo.

Alcune di voi mi hanno mostrato interesse riguardo a questo argomento per cui, se volete, lo approfondiremo in un altro post in cui vi racconterò più da vicino la mia esperienza.

 

 

2 Comments

  1. Silvia Pallottino says:

    Molto interessante, vorrei approfondire
    grazie

    1. camillap says:

      Presto un nuovo post!baci

Leave a comment

Your email address will not be published.